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Coronavirus: si possono “congelare” le rate del mutuo?

On Marzo 4, 2020

Coronavirus: si possono “congelare” le rate del mutuo?

Coronavirus: requisiti per poter congelare le rate del mutuo

Il decreto Covid-19, varato per fronteggiare le difficoltà economiche causate dalle restrizioni lavorative per emergenza sanitaria, prevede che: se il cliente della banca, con mutuo prima casa in essere, ha subito la riduzione dell’orario o la sospensione dal lavoro (almeno 30 giorni) in seguito all’allarme coronavirus, allora può richiedere il congelamento delle rate del mutuo stesso. Ciò però solo per coloro che presentano un valore ISEE inferiore a 30.000 euro

Requisiti

Possono richiedere il congelamento delle rate (per un massimo di 18 mesi) tutti gli intestatari di un contratto di mutuo che hanno subito la riduzione dell’orario o la sospensione dal lavoro per almeno 30 giorni. La misura riguarda indistintamente tutti gli intestatari, non è quindi riservata solo ai residenti nei Comuni della zona rossa. Sia il mutuo che il richiedente, però, devono rispettare alcuni criteri precisi:

  • il contratto deve essere stato stipulato da più di un anno rispetto alla data di richiesta della sospensione
  • la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro devono essere avvenute nei tre anni precedenti alla richiesta
  • il capitale residuo del mutuo non può essere superiore a 250.000 euro
  • il mutuo deve essere stato acceso per un’abitazione principale e non per un immobile di lusso
  • l’Isee del richiedente non può essere superiore ai 30.000 euro

Come fare la richiesta di sospensione

Per inoltrare la richiesta è necessario rivolgersi direttamente alla propria banca. Bisognerà consegnare alla banca anche la documentazione che attesti il rispetto dei requisiti previsti. In questo modo saranno sospese le rate del mutuo per un massimo di 18 mesi, comportando quindi un allungamento del piano di ammortamento. Il Fondo paga quindi la quota interessi del mutuo (quella derivante da Euribor e IRS), a seconda che il mutuo stipulato sia a tasso fisso o variabile. A carico del cliente, dopo il periodo di sospensione, rimangono la quota capitale e la parte degli interessi derivante dallo Spread.

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